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LA TUTELA DEI BENI CULTURALI A TROIA

LA TUTELA DEI BENI CULTURALI A TROIA Categoria: Manifestazioni ed Eventi
Data: 23/06/2013 ore 19:29:15

LA TUTELA DEI BENI CULTURALI A TROIA

 

L’iniziativa dell’Osservatorio Civico ha avviato una riflessione che accende i riflettori su un importante settore, possibile volano dell’economia locale

 

Indetto dall’Osservatorio Civico, si è tenuto sabato sera nella città del Rosone, ospite della sala ‘Zerrillo’ del Palazzo Vescovile, l’incontro-dibattito ‘La tutela dei beni culturali di Troia’.

Al centro delle attenzioni, nell’introduzione della portavoce dell’Osservatorio Dina Roseto, il territorio, la Civitas troiana, il centro storico, i musei, le biblioteche, i monumenti, le tradizioni.

Relatore Giovanni Guadagno, divulgatore di storia e tradizioni locali.

Sottolineata in apertura la definizione di beni culturali, ancora poco valorizzati ma possibile volano per la nostra economia, a patto che si realizzi l’integrazione e la sinergia tra pubblico e privato.

Ma nel complesso sistema dei beni culturali oltre ai classici musei e biblioteche, ci sono anche le tradizioni e il territorio.

Durante il convegno sono state proiettate diapositive del paesaggio troiano urbano ed extraurbano. Interessante valutare le mutazioni subite dal territorio. Nella pianura boschiva frequentata da Federico II, oggi non restano che pochi sparuti alberi, dove c'erano ulivi e vigneti, ora c’è grano. In alcuni casi il panorama agricolo convive con l’alta tecnologia delle pale eoliche e degli impianti fotovoltaici. Le foto aeree della città rivelano una Civitas costruita da est a ovest. Il decumano, caratteristico delle città romane, rappresentato da via Regina Margherita, sviluppa un particolarissimo impianto urbanistico medioevale, dal quale si diramano le strade cittadine.

Anche in città si sono registrate, nel corso dei decenni, modificazioni non proprio in linea con lo stile dei luoghi e degli ambienti urbani.

Basti pensare che agli inizi del Novecento la balaustra posta d'avanti alla Cattedrale fu rimossa nottetempo su iniziativa dell'assessore Tredanari; dalle foto d’epoca si nota che sono stati eliminati un campanile e un orologio; molti tetti hanno cambiato colore, così come numerose costruzioni hanno visto modificare la facciata, gli infissi o i portali adottando soluzioni cromatiche e stili non sempre in linea con l'ambiente circostante o in contrasto con i vicini beni culturali, soprattutto nel centro storico, a ridosso della Cattedrale, delle antiche chiese o lungo viali e strade secondarie, che hanno assunto aspetti variopinti.

La città di Troia è anche il Palazzo vescovile con tutti suoi ambienti, arredi, tele; i resti sparsi di origine romana, come Muro Rotto; le colonne paracarro di epoca romana nelle strade di via Tricarico e palazzo De Rosa; la Sala archeologica del Museo Civico; la Cappella dei Davalos a Palazzo di Città.

Negli ultimi anni è stata notevolissima la ricaduta di investimenti nel comune di Troia. Numerosi i beni culturali recuperati, resi disponibili. Recuperati il palazzo monumentale di San Domenico, San Francesco, il cineteatro ‘Pidocchietto’, numerose strade interne, il museo civico di Palazzo D'avalos, gli ambienti su via Roma dedicati al Centro del Gusto, di prossima realizzazione. Contemporaneamente si sono realizzati interventi alla sede vescovile, alla Cattedrale, San Basilio, la chiesa di San Benedetto, lo stesso Palazzo D’Avalos. “Comune e diocesi hanno speso complessivamente 5 milioni di euro”, ha ricordato l’ing. Giulio Tricarico.

Notevoli, quindi, gli sforzi e le iniziative in direzione della conservazione e salvaguardia dei beni culturali nel comune di Troia. “Lo stesso Piano Regolatore ha contribuito a preservare il centro storico e qualcosa modificata è recuperabile”, ha dichiarato Ninì Russo.

“E’ giunto il momento di riprendere in considerazione l’idea del Museo Diffuso (e non della città museo)”, ha dichiarato tra l’altro Giovanni Guadagno, che in proposito ha aggiunto: “ma è necessario conservare e salvaguardare l’aspetto architettonico e tutelare i Beni Culturali, che fanno parte del patrimonio di conoscenze del territorio”.

Liquidata, nel corso del convegno, una vecchia polemica tra i detentori dei beni ecclesiastici e gli studiosi del settore. Ribadita la necessità di archiviare e schedare tutti i beni culturali prima di metterli in rete; evidenziata da Falina Martino Marasca la necessità di “suscitare nuova sensibilità nei ragazzi delle scuole”; proposta l’attenta vigilanza in occasione degli scavi per costruzioni, dai quali spesso affiorano notevoli reperti archeologici.


“Siamo all'interno di una discussione che si apre”, ha concluso il Primo Cittadino Edoardo Beccia, secondo il quale è giusto che Comune e Diocesi continuino a sviluppare proprie scelte in direzione del recupero e salvaguardia dei beni culturali. Ma “occorre una grossa azione di utilizzo dei beni recuperati e salvaguardati”.  Abbiamo un accordo di programma - ha aggiunto il Sindaco -  sottoscritto con Mons Zarrillo, nell’ambito del quale, però, registriamo che il progetto Daunia Vetus non è decollato e per il quale siamo tutti responsabili”.

Riguardo alle mutazioni del paesaggio bisogna considerare i momenti storici in cui sono maturate, specie in campo urbanistico. “Per fare qualche esempio: abbiamo realizzate tre 167, che hanno dato le case al popolo ma oggi diremmo che è cementificazione; abbiamo problemi di flussi veicolari in alcune zone centrali ma bisogna guardarli tenendo conto anche delle necessità di cittadini e commercianti”. Insomma, occorre imparare a convivere con le scelte fatte nel passato”.

“Riguardo ai beni ecclesiastici, bisogna tenere in considerazione che in Italia la Chiesa beneficia di contributi statali, per cui dovrebbe aprire i suoi spazi a tutti e metterli a disposizione del territorio. Altrimenti si dovrebbe fare come in Spagna, nazione notoriamente molto cattolica, nella quale la Chiesa non ha  contributi statali ma fa pagare il biglietto ai turisti”.

“Valutiamo tutto questo con l'occhio di oggi, proiettato al domani”.

 

Troia, 23 giugno 2013                                                         Nunzio Lops