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CENTO ANNI MA NON LI DIMOSTRA. PASQUALINO AQUILINO COME ULISSE

CENTO ANNI MA NON LI DIMOSTRA. PASQUALINO AQUILINO COME ULISSE Categoria: Altro
Data: 16/04/2011 ore 14:53:23

 

Un nuovo centenario a Troia, festeggiato dai figli i nipoti e l'Amministrazione Comunale, tra i ricordi di guerra e di vita

 

Ha compiuto oggi un secolo di vita e la città che gli ha dato i natali festeggia insieme ai suoi figli Antonietta, Giuseppe e Lina, i nipoti e l'Amministrazione Comunale.

Pasqualino Aquilino, nato a Troia il 16 aprile 1911, può veramente dire di averle viste di tutti i colori: a settembre del '33 militare di leva nell'Egeo, a Rodi; richiamato alle armi nell'aprile del 1935 e fino al 6 febbraio del 1936 partecipa alla guerra di Etiopia, Paese nel quale, fino al 1938, rimane a lavorare come magazziniere nella ditta italiana ‘Anonima Strada'. Tornato in Italia, nel maggio 1940, richiamato alle armi per la Seconda Guerra Mondiale, viene destinato al fronte greco-albanese nel 14° reggimento di fanteria; l'8 settembre del '43, ad Atene, viene fatto prigioniero dai tedeschi, perché si rifiuta di collaborare, e portato in Germania nel campo Alket, distretto di Spandau a est di Berlino (avendo tentato di rubare qualche patata, a causa della fame, subisce una doccia fredda che gli procura una grave polmonite, dalla quale guarirà con tante difficoltà); ad aprile del 1945 viene liberato dai russi e resta in Germania a lavorare in fabbrica fino al  mese di settembre dello stesso anno; successivamente viene trasferito in Austria, dove resta in quarantena, fino al suo ritorno in Italia, a Verona, e infine a Troia.

Cantoniere per l'Amministrazione Provinciale di Foggia, viene eletto consigliere comunale (il più suffragato) nelle prime elezioni del 1946.

Decorato per il conflitto di Etiopia e con due croci di guerra per l'internamento in Germania, è stato recentemente insignito, nel gennaio del 2009, con la medaglia d'onore consegnata dal Prefetto di Foggia.

Durante la cerimonia il Primo Cittadino, Edoardo Beccia, ha sottolineato il ruolo di Pasqualino Aquilino, impegnato nelle tre dimensioni della comunità: famiglia, città, Stato. Il figlio Giuseppe ne ha tratteggiato con orgoglio l'aspetto più familiare di "padre impegnato", allora come oggi (legge regolarmente i giornali e segue con attenzione la Tv), "e di nonno esemplare, che ci ha inculcato i valori della legalità e del rispetto per gli altri". "Pasqualino come Ulisse - ha poi aggiunto - tornato a casa dopo 10 anni di guerre e peripezie". "Ringrazio il Signore, che mi ha dato questa vita", ha chiosato, alzandosi in piedi, il neo centenario che, nell'occasione, ha ricordato orgogliosamente di essere stato anche lui un amministratore comunale, indicando il posto in cui sedeva.